Ciao Virus,

innanzitutto grazie della tua attenzione che mi hai dedicato leggendo il post e spero anche il link all’articolo che spiega il tutto:

Provo a risponderti per punti:

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Cosa intendi per:  esperto di innovazione tecnologica e suoi impatti sui modelli sociali e di business – in cosa hai il Ph.D.?

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Ph.d è in Computer Science e sono un ingegnere informatico dal 1988 con 6 anni come dipendente e dal ’94 come professionista nel settore dell’innovazione e suoi impatti organizzativi. Vedi pure il cv per i dettagli. Come “guru” ho fatto molti articoli, convegni, interventi di apertura e ho scritto libri fra cui uno nel 2003 sul “futuro delle comunicazioni mobili” per Franco Angeli che se lo leggi oggi a 10 anni ti sorprende di quanto ha previsto tutto con dettaglio..anche l’ultima dialettica fra 4G e WIFI. http://www.marinuzzi.it/chi-siamo/cv-ing-marinuzzi/

Non sono un economista ma siccome l’economia è diventata sempre più “digitale” alla stregua del mondo che vorrebbe spiegare se non si domina epistemologicamente questa dimensione non si può comprenderla. Oggi c’è un forte analfabetismo digitale addirittura spesso “esibito” in alcune fasce “dotte” della società, retaggio, probabilmente crociano e di gentile. Leggi: http://www.airin.it/caffeit/gli-uomini-di-scienza-sono-lincarnazione-della-barbarie-mentale/

Nel gruppo economico c’è BISOGNO di un esperto del mondo DIGITALE ricorsivamente come grande del successo politico di Grillo è stato quello di mettersi in “coppia dialettica e complementare” con Casaleggio.

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2 – qual è il problema nella svalutazione dello yen? cosa c’entra il rapporto di cambio tra valute con la moneta come “misura del valore” e la privacy che ha, giustamente, un valore intrinseco (e, come dici giustamente, enormemente sottovalutato)? 3 – moneta elettronica “colorata” con il suo tracciamento: cosa significa? La “rete bitcoin” traccia la transazione ma non identifica mittente/destinatario. Ha quindi un valore intrinseco che è appunto nell’anonimato e nella resistenza alle coercizioni governative e ai monopoli delle classi dominanti dietro le autorità.
Inoltre il bitcoin, deflazionando, assomiglia molto più all’oro che elle monete “fiat” e, come ha già fatto notare Krugman un paio di anni fa, il bitcoin non le può sostituire e quindi esserne supplementare.

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Posti i due articoli seguenti che spiegano in modo organico il mio pensiero sulla privacy e sul capitale comportamentale come nuovo “filone d’oro” alla cui corsa si sono già lanciate le aziende più “smart” come ai tempi della ricerca dell’oro tanto gli altri vedono solo la “roccia complessiva” e non le pagliuzze ricavabili con operazioni di data mining

http://www.airin.it/caffeit/il-non-valore-aggiunto-della-privacy/

http://www.airin.it/caffeit/il-capitale-delle-scelte/

entrando nell’attualità citata dico che da quando la moneta è diventata “digitale” ha perso la sua universalità di valore in sé (senza memoria) ma è diventato un valore “per se” con la memoria e il valore del processo del suo tracciamento. Questo l’ha colorata e ha fatto si che 100 euro siano diventati “neri” e dunque annullabili e sequestrabili subito se aventi una certa “fonte” e “bianchi” se aventi un’altra fonte “legittima”. Portando all’estremo il ragionamento, ultimamente lo Stato ha colorato d’ufficio tutto il valore intrinseco nella “moneta” con l’approccio della serie “se hai dei soldi dimmi la loro provenienza altrimenti li considero “neri””. Ovviamente tale pretesa di tracciabilità e color abilità se era pensabile in astratto anche “prima” della digitalizzazione è solo con quest’ultima che è diventata anche fattibile: miliardi di transazioni al secondo vengono ogni istante memorizzate nelle memorie dei sistemi informatici di pagamento internazionali in modo anche ridondante.

Tale tracciamento ed ingerenza dello “Stato” ha portato per reazione ai Bitcoin che non a caso hanno avuto un picco improvviso del 60% dopo le misure di Cipro che hanno “rasato d’ufficio” molti conti bancari tradizionali.

Dunque sono perfettamente d’accordo con quanto dici.

Ma adesso arriviamo al punto delicato.

Come detto nel post su citato siamo all’alba di un periodo dove il valore è dato dal “criterio del valore aggiunto rispetto ad un contesto d’uso specifico ed individuale” piuttosto che nel “prezzo rispetto al mercato in cui si opera”.

In quest’ottica il valore è dato e legato al “contesto di scelta” con enorme beneficio e maggiore efficienza del sistema in generale. Tale passaggio, come il precedente del denaro digitale, se era pensabile anche prima è fattibile solo ora che si è digitalizzato gran parte del contesto di scelta (80% delle decisioni son fatte in rete poi magari la finalizzazione è nel mondo degli atomi). Dunque i “contesti” son candidati a poter sostituire le banche centrali come fonti di emissione e riconoscimento del valore. Ma quali sono questi “contesti”? Sono quelli dove sono le economie di scala maggiori, le centinaia di milioni di persone se non il miliardo: Facebook, market Apple, Operatori mobili (se si svegliano e iniziano a capirlo), Ebay, Microsoft-Skype, Google, …Internet stessa nella sua più profonda natura di realtà autonoma, indipendente, ridondata e “sfuggente al controllo centralizzato”: non è un caso che i bitcoin sono i figli della tecnologia peer to peer che è stata l’anima e l’espressione più elevata della potenzialità architetturale di internet.

Non è un caso che tutti questi contesti hanno un valore “monetario” gratuito ma “comportamentale” infinito! Si va dalla APP gratuite o di pochi centesimi ai servizi GRATIS di google e di Facebook…ecc ecc…

Ma seguendo questa linea è anche possibilissimo che Facebook batta “moneta” con secco danno per tutti gli Stati in termini di tasse, potere informativo, ecc…Non a caso, forte di questa posizione potenziale sta scendendo in “politica”. Nel mondo dei “giochi online” per adolescenti o giovani di “mente” son ormai diffuse e fioriscono sempre più queste monete “alternative di contesto” per lo scambio di beni e servizi digitali legati allo stesso.

Parlando “terra terra” se in una chat facebook faccio occasionalmente amicizia con un avvocato al quale si è rotto il pc risulterà facile barattare le due prestazioni se ho bisogno di un parere legale. Se poi il gestore della piattaforma o del contesto mi dice che se gli aggiusto un pc mi da 3 crediti e so che con 2 crediti posso avere una pizza a casa o una consulenza legale spot son tentato di procedere con il servizio senza iva, burocrazia, tracciamenti “esterni di moneta” ecc…

D’altra parte devo poter identificare il “vero valore” del servizio offerto e questo lo faccio in crowdsourcing come fa ebay o con meccanismi simili a quelli della democrazia liquida per i valori “reputazionali e di competenza”: per capire chi siano gli influencer che contano e di cui mi possa fidare od affidare su specifici temi salvo poi con il mio feedback condizionarli di continuo.

Dunque ecco dunque che il tracciamento analitico, filtrato e tipizzato con il giusto mix di anonimato del dato aggregato calcolato a partire dal dato specifico particolare e vero crea il valore e la pagliuzza d’oro della metafora.

Ero un amante di delicio.us prima dell’arrivo di yahoo. In sintesi, banalizzando,  sapere non che Mario Rossi, Mario Bianchi..ma il 95% di cittadini aventi il mio stesso cellulare con un contesto d’uso simile al mio pensino (od abbiano) che sia opportuno cambiare modello con un altro mi da un notevole “valore” informativo più di ogni campagna pubblicitaria e sono CONTENTO che mi sia detto. Ottimizzo tempi, attenzioni e son più LIBERO per altre attività decisionali.

In sintesi le MONETE come le intendiamo noi ora tenderanno a sparire (20 anni?) per una nuova forma di rappresentazione del valore molto più vicino al “baratto” e centrato sul “valore aggiunto”. Se dovessi chiamarli li chiamerei BONUS in ottica premiante del valore aggiunto. Probabilmente la mossa inflazionistica dello YEN che sarà seguita a ruota dagli USA e dunque dall’Europa per svalutare i grandi debiti pubblici degli stati figli del meccanismo “democratico” di acquisizione  del consenso con la spesa velocizzeranno il processo di estinzione.

 

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4 – Come mai partendo dalle giustissime premesse sul problema della completa ignoranza degli utenti di Internet in ambito di data retention, arrivi a delle conclusioni diametralmente opposte da quelli di attivisti e accademici che si sono occupati da almeno 20′anni di questo argomento? Infatti è pacifico tra tutti gli attivisti che il problema della gestione dei dati personali non è un problema squisitamente economico ma, soprattutto, POLITICO. In cui vi è un valore che non è neanche stimabile: LA LIBERTA’ Non ti sto neanche a citare il nome di Assange o al plauso di tutti gli attivisti americani verso le norme europee in materia di privacy.

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A livello accademico alcune volte mi sono incrociato come chairman di convegni (lui la mattina io il pomeriggio o viceversa) con Maffè della SDA Bocconi. In un suo scritto del 2009 dal titolo “Il capitale del popolo”: per un mercato non monetario dei “behavioural assets” http://it.scribd.com/doc/22776076/Il-Capitale-del-Popolo condivide molte delle mie posizioni anche se il mio taglio risente di un approccio diverso (più dialettico evolutivo esperto di mondo digitale mentre il suo aziendale economico). Occuparsi da 20 di questi problemi mi preoccupa perché nel mondo digitale che ridefinisce se stesso e i metodi di analisi ogni 6 mesi o 12 mesi avere questo “background” potrebbe esser più un handicap che un asset J (sic!) Largo alle menti giovani che si aggiornano ogni 3 mesi e si mettono sempre in discussione e confronto (possono avere anche 100 anni fisicamente).

La demonizzazione delle privacy e le politiche europee hanno generato il fatto che un miliardo di utenti di cui varie centinaia di milioni in europa ogni giorno condividono per 6 ore al giorno tutti i loro dati più privati seexecutive thinking on a stool, wearing a dunce hat on white backgroundnza avere in cambio alcuna retribuzione di sorta! L’azienda che raccoglie curriculum vive con patema poi tutti abbiamo foto, affetti, documenti, dati di comportamento usati da tutto il mondo con il nostro consenso perché è gratis! Fosse per me farei su derev una battaglia per imporre ai telefonini e ai tablet la possibilità SEMPRE di “levare la batteria” cosi da esser tranquilli che non siano o diventino elementi di spia audio, video e testo di terzi legittimi o no.

Ma la gente scarica APP crea e arricchisce con avidità i profili dei social..il tutto perché è GRATIS e non sa ancora il valore dei suoi dati che son considerati “sacri” in modo ipocrita e poi “svenduti e mercificati” con il suo “implicito consenso”.

C’è spazio per una architettura “bitcoin” o peer-to-peer anche per i comportamenti e le scelte? Forse si. Il valore è nel dato aggregato e un meccanismo che dopo averlo “derivato” tolga il passo intermedio del dato di dettaglio particolare potrebbe esser vincente per risolvere i problemi che dici. Attualmente, però occorre comprendere i fenomeni in atto con realismo e capitalizzare questo valore che stiamo “regalando” all’estero con un approccio troppo ideologico. Lo spirito del “mondo” ha la sua forza e si impone e si incarna nelle varie persone e soggetti e solo se colto ed assecondato può arricchire e dare “valore aggiunto a tutti noi.

Grazie infine per lo stimolo alla riflessione suddetta. Se avessi più tempo andrei avanti..la tematica mi appassiona.

Il mio pensiero in libertà lo trovi qui

http://caffeit.airin.it

http://outsourcing.airin.it

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