COPERTINA COLPER RIGIDA V21

 

 

 

Dopo le dimissioni del Papa i giornali e molti osservatori si interrogano per trovare, o meglio, dare un senso ad un atto indubbiamente storico e rivoluzionario. Era infatti dal 1300 che nessun papa aveva rinunciato al proprio incarico e il “famoso” Celestino V insieme al suo successore Bonifacio VIII fu, molto probabilmente, collocato  da Dante nell’antiinferno in quanto fu

colui / che fece per viltade il gran rifiuto (Inf., III, 59-60)

 

Con il passare dei giorni ogni suo atto viene decodificato come un probabile “senso” dell’atto e prevediamo che ciò avverrà fino alla sua dipartita. La nomina del vertice dello IOR, un eventuale controllo o malessere, tutto viene associato e utilizzato per capire. Essì perchè molti non capiscono ed hanno un disperato bisogno di dare all’atto un senso.

Infondo il Papa ha fatto il gesto più “umano” che poteva: ha preso atto della sua età avanzata e come tutti noi ha detto che iniziava a perdere le forze e l’energia fisica e psichica per svolgere quel ruolo. Appunto quanto di più umano e dunque meno divino si possa fare.

Il punto è che il Papa è in contatto con l’Onnipotente che, appunto, tutto può e che lo “chiama” a svolgere quel compito. A quel punto perchè non gli da anche la forza necessaria per svolgerlo? Il suo anello testimonia il legame “indissolubile” che lo lega e la sua rottura a fine mese ha un leggero sapore di “divorzio”, di affermazione del libero arbitrio, dell’identità umana che pone termine ad un “accordo” ad un “patto” santificato, voluto da Dio. Sembra risentire il detto “Non divida l’uomo ciò che Dio ha unito”.

Qualche commentatore ha prosaicamente detto “dalla croce non si scende” e ha rimarcato lo spirito del “sacrificio fino alla morte ..non ci separi” che ispira tanta dottrina.

Senza entrare in tutte queste interpretazioni che troviamo strumentali e “a posteriori” e comunque non sufficenti per giustificare un gesto di tale portata vogliamo evidenziare alcuni aspetti caratteriali e psicologici del Papa che spiegano molto semplicemente e fanno comprendere di più il suo contesto.

Ma che c’entrano i colori?

C’entrano perchè nel testo evidenziato nella figura viene presentata una tassonomia delle persone associata ai colori che descrive potentemente le dinamiche  psicologiche ed i vari tipi umani: la useremo qui per tenere sintetico questo post. Comprendo che chi non la conosce può trovare ostica la comprensione successiva ma si rimanda al testo per ciò. Tutti gli altri sono invitati ad esprimere i loro commenti e le loro impressioni.

Il Papa è sostanzialmente una persona “Blu astratta” e non a caso è “tedesco”: li prevalgono tali tipologie. Precisione, talvolta pignoleria quasi ossessiva, attenzione e desiderio di teorizzare ed insegnare, dire agli altri per far capire. Un tipico approccio “razionale” alle relazioni probabilmente legato ad un attaccamento, in età  infantile, ambivalente. A questa vena Blu primaria si associa una vena secondaria “Rossa prevalentemente astratta“. Questa seconda è, appunto, asservita alla prima e ne sostiene la realizzazione: il mondo è pericoloso e ci sono tante cose “non belle” fra cui, ad esempio, le divisioni nella chiesa. Molte di queste metton “paura” e possono farci perdere il “controllo” della situazione. E’ pertanto necessario avere prudenza e ponderare ogni cosa. Certe fughe di documenti ad opera del “corvo” poi condannato ed arrestato che hanno alimentato libri e polemiche esterne possono esser lette proprio in questa ottica come comportamenti potenzialmente a rischio messi in atto involontariamente per giustificare l’ipotesi della congiura e del mondo circostante pericoloso. E’ tipico dei rossi, infatti,  che da una parte sono sempre sul “chi va la” assumere talvolta comportamenti “a rischio” che generano e permettono l’accadere di proprio ciò che temono giustificando a se stessi il proprio approccio al mondo.

Inoltre il rosso se è vero che si sente facilmente unico e “speciale” è anche vero che è un animo libero, allergico alle costrizioni che non appena avverte qualcosa come un “dover essere” sviluppo una natura tendenza all’evasione e alla fuga dalla costrizione.

L’esistenza di questi due colori è confermata dalla risonanza affettiva ed emotiva che ebbe nel 2010 dopo il terremoto di l’acquila proprio davanti alla tomba di Celestino V dove lasciò in tempo non sospetto proprio il pallio che ebbe appena nominato Papa

Celestino V era un eremita, un animo solitario e libero che difficilmente riusciva a sottostare ai diktat esterni e non fu un caso che arrivò al soglio pontificio proprio in virtù di una situazione di stallo di forti correnti contrapposte che non riuscivano a trovare una sintesi in tempi ragionevoli.

La componente gialla del papà è sicuramente astratta e fonda e giustifica il forte senso dei principi cristiani e cattolici oltre a bilanciare la componente astratta rossa che tenderebbe a fuggire dalle regole e dalle imposizioni.

Ma ciò detto, allora, come è arrivato alle dimissioni? Che dinamica si è sviluppata a livello della sua identità?

La componente Gialla astratta gli ha sempre fatto presente i doveri del suo ruolo e quella rossa lo ha rinforzato nel suo ruolo unico e speciale di infallibile.

D’altra parte, nell’ultimo periodo e negli ultimi anni i suoi ruoli si sono arricchiti di quelli “temporali” di gestione della Chiesa come organizzazione terrena dove ha sperimentato la sofferenza di dover assumere atteggiamenti flessibili e realistici che mal si addicevano alla sua forte componente gialla astratta rinforzata da quella blu astratta. Per molte cose avrebbe fatto bene a sorvolare e delegare ma la tendenza “blu” a voler capire bene lo hanno fatto entrare nei dettagli delle dinamiche più terrene alimentando ed aumentando il senso di pericolo connesso alle stesse. Si pensi alle carte pubblicate, alla vicenda dello IOR, alle correnti nella chiesa, ecc..fino ad arrivare all’arresto del suo segretario personale: un episodio che gli ha fatto perdere la tranquillità e fiducia della sua cerchia affettiva più vicina.

Questi eventi, noti a tutti, hanno potenziato enormemente la componente rossa astratta a discapito della gialla che ha cominciato a vacillare. Questa rossa si è ulteriormente potenziata con la blu che ha portato razionalità al gesto ed infine con la verde, appunto, di Celestino V. (La verde è tipica di chi spesso indugia sull’esempio del passato o del futuro remoto).

In questo quadro è stato naturale avvertire un calo energetico di salute che ha costituito l’ulteriore elemento di rinforzo del Rosso.

Il gesto, nella sua concretezza, gli ha permesso di sciogliere una contraddizione che poteva facilmente degenerare in forme gravi di somatizzazione e che comunque aveva già fatto, timidamente, sentire la sua esistenza (vedasi intervento al cuore di tre mesi fa).

Auguriamo lunga vita al Papa e che il suo esempio sia di valido per tutti soprattutto in Italia dove troppe volte vediamo generazioni molto avanzate con l’età non lasciare il posto a quelle più giovani per mancanza di coscienza, consapevolezza e concretezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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