Frammento tratto da ” La genesi dell’esser digitale”

rosdig

“…Dal punto di vista storico ed epistemologico si distinguono i seguenti momenti:

A. I metodi di conoscenza dell’esser fisico:


  1. Sillogismo
  2. Funzione
  3. Simulazione analitica

B. Il nuovo esser “conosciuto”: l’esser digitale.

  • 1. – Il sillogismo, di stampo aristotelico, si pone come obiettivo il “perché” dell’esser fisico che si vuole caratterizzare nella sua “essenza” attraverso un approccio gerarchico, logico e semantico. L’”essenza” è la “causa” universale delle modalità del darsi dell’esser fisico oggetto della conoscenza.

Il sillogismo rileva una negazione totale della esser fisico  “esteriore” identificato nella sua particolarità e molteplicità temporale, spaziale e tempo/spaziale (movimento). Ciò comporta l’affermazione degli  “scripta” (linguaggio scritto) con la sua “rete semantica realista” e il pensiero viene a darsi preminentemente nella forma del “testo” (parole chiavi: Summa, bibbia, trattato, Corpus, eresia, sacrilegio).

Un segno della crisi del modello si vede nell’opera di Leonardo da Vinci, fondata sull’osservazione piuttosto che sulla sterile analisi semantica del linguaggio ma non ancora espressa come rapporto di quantità cosi come invece si da in Galileo.

Dal punto di vista religioso, l’affermazione dell’esser fisico “interiore” diviene affermazione dell’esser interiore e fonda la “fisica” della religione e l’affermarsi della stessa come “spiegazione universale” e forma di conoscenza del creato.

Dal punto di vista sociale il sillogismo da fondamento e riflette la divisione fra liberi e schiavi del tempo antico e fra nobili (dal sangue blu!) e popolo del medioevo.

  • 2. – La funzione, di stampo galileiano, si pone come obiettivo il “come varia una proprietà” dell’esser fisico “al variare di un’altra” attraverso un approccio matematico di tipo analitico, geometrico e differenziale. La ”variabile” è il “punto di riferimento” universale delle modalità del darsi dell’esser fisico oggetto della conoscenza.

La funzione, in negazione al sillogismo, rileva una affermazione totale della esser fisico  “esteriore” identificato nella sua particolarità e molteplicità temporale, spaziale e tempo/spaziale (movimento): si pensi ad esempio alle leggi del moto sul piano inclinato, della gravitazione universale di Newton e delle cariche elettriche.

La caratterizzazione in se’ dell’esser fisico si riduce al processo di misurazione comparativo arbitrario delle variabili fisiche (operazionismo, bridgman).

Ciò comporta l’affermazione della  “matematica” (in negazione al linguaggio “naturale”)  con la sua struttura “assiomatica”  e il pensiero viene a darsi preminentemente nella forma della  “teoria scientifica” (parole chiavi: Calculus, falsificabilità, esperimento, osservazione, particolare, universale).

Un segno della crisi del modello si vede sia nell’opera di Einstein, fondata sulle variazione quantitative TRA (nel senso del trapasso) grandezze piuttosto che FRA (nel senso del rapporto) esse (la massa trapassa in energia e il tempo nello spazio) piuttosto che sulle semplici variazioni fra esse che possono anche non potersi dare (principio di indeterminazione di Pauli) e nella crisi dell’approccio dei Principia Matematica con i paradossi di indecidibilità dei metalivelli.

  • 3. – La simulazione analitica, si pone come obiettivo il “creare” un “altro essere” (altro rispetto all’esser fisico anche se dotato esso stesso di una sua fisicità) che simula le proprietà/variabili  “significative” dell’esser fisico “al fine di misurarle “quantitativamente” e convalidarle con quelle dell’esser fisico (predizione).

La simulazione, in negazione alla funzione che si dava solo sulla “carta”, si da nello spazio/tempo dell’esecuzione  affermando di fatto un “ALTRO esser fisico=”l’esser fisico simulato” (apparato, modello esecutivo) che si pone in relazione con l’esser fisico  “esteriore” identificato in una data particolarità e molteplicità temporale, spaziale e tempo/spaziale (movimento)  funzione dell’obiettivo della simulazione stessa: la qualità stessa  della simulazione è espressa nel rapporto fra l’esser simulato e quello fisico rispetto all’obiettivo “funzionale” stesso della simulazione. Ciò comporta l’affermazione delle “esecuzioni” (esecuzioni in negazione al calcolo manuale delle funzioni) con le loro forme statiche e dinamiche e il pensiero viene a darsi preminentemente nella forma dell’ “esecuzione” (parole chiavi: Modello, simulatore, sincrotrone, programma) .

L’affermazione dell’esser simulato è dunque dato dai limiti “teorici e pratici” della caratterizzazione in se’ dell’esser fisico data dal processo di misurazione della approccio funzionale.

Un segno della crisi si vede nelle “dimensioni fisiche” dei modelli di simulazione (CERN, Ginevra, Frascati, Gran Sasso) della fisica più “avanzata” dovute al collasso fra l’infinitesimale e l’infinito. (Le basi del WWW non potevano non uscire dal suddetto contesto tipicamente europeo).

Da quanto detto si ha l’esser digitale che inizia ad affermarsi come “altro esser fisico simulato – rappresentativo” che ha vissuto il momento dell’esser conosciuto. In questo darsi indipendente pone la dicotomia esser fisico, esser digitale, atomo/bit e apre un nuovo sviluppo.

[…]

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