579Ogni giorno sentiamo parlare dei nuovi usi di Facebook. Recentemente i giornali hanno parlato di un suo uso per identificare a tempo di record il presunto colpevole di un pestaggio avvenuto a Roma che ha ridotto in fin di vita un musicista. A seguito di un delitto è diventato normale indagare, scandagliare ed acquisire tutte le informazioni e le comunicazioni della vittima sul famoso social network a ridosso dell’evento: una sorta di autopsia a freddo sulla rete sociale.

D’altra parte, su quasi tutti i siti e luoghi della rete alla F di facebook viene spesso accostata la T di Twitter che ha avuto un notevole successo di utenti soprattutto nei paesi anglosassoni ma qui in Italia è ancora pressappoco sconosciuto e la maggior parte dei navigatori che hanno aperto un account presto lo hanno abbandonato a se stesso. Perché? Che cosa è veramente Twitter e quali possono essere dei suoi utilizzi soprattutto nel settore sociale, nella gestione delle emergenze ed in generale nei settori della sicurezza pubblica e dei rapporti con la cittadinanza?

Facendo un parallelo diciamo subito che se in facebook il cuore è la pagina, la nostra pagina con la sua bacheca, i link ai nostri gruppi, foto ed amici in twitter, invece, il cuore è il messaggio, un breve messaggio di massimo 140 caratteri. Sommariamente potremmo pensare che se la pagina facebook sostituisce e rappresenta l’evoluzione della classica pagina web di vecchia memoria, twitter potrebbe evocare i famosi SMS di corrente uso nelle reti mobili. Usiamo il condizionale perché invero tali analogie sono fuorvianti e non colgono il senso ultimo dei due fenomeni.

Se, infatti, la nostra pagina Facebook trova la sua massima funzionalità nella misura in cui è riempita dagli altri con i loro messaggi, il nostro messaggio twitter  aumenta la sua influenza e potere comunicativo in funzione della numerosità di persone che lo leggono fra cui la lista di quelli iscritti allo specifico canale. Ecco quindi che emergono due nuovi concetti importanti che conferiscono continua novità ai nostri elementi: la lista dei soggetti o amici abilitata a scrivere sulla nostra pagina facebook e l’insieme dei soggetti che ci leggono o ci seguono avendo cliccato sul bottone Segui.

Nelle classiche pagine web non abbiamo la continua curiosità di vedere e di leggerne i contenuti: li abbiamo scritti noi! Stesso discorso per i messaggi SMS e di posta elettronica.

Invece grazie ai due meccanismi suddetti su facebook siamo continuamente stimolati a vedere che cosa i nostri amici scrivono sulla nostra bacheca su di noi ad uso degli altri amici. Su twitter, invece, la molla è capire chi siano tutte le nuove persone che si iscrivono ai nostri canali più o meno tematici per ricevere i nostri aggiornamenti o ci leggono ed entrare in contatto con loro attraverso i loro commenti ai nostri messaggi. Comunicare è dire qualcosa a qualcuno ed in questo caso abbiamo un destinatario variabile e non prevedibile né censurabile.

Ma continuiamo il parallelo. Eravamo rimasti ai due concetti della lista di amici che possono riempire la nostra bacheca in home page di Facebook e alla lista di persone che hanno deciso per loro conto di leggerci o seguirci su twitter. Mentre nel primo la novità sta nel contenuto giornaliero dei vari messaggi postati, nel secondo sta nel numero e nella tipologia dei nuovi destinatari del messaggio stesso. Invero anche su Facebook abbiamo una variabilità nei fruitori del messaggio postato in bacheca poiché questo può venir letto a sua volta dagli amici degli amici o da tutti. Simmetricamente su twitter possiamo fare dei messaggi fondamentalmente composti da altri con il meccanismo del retweet: prendo un messaggio e lo inoltro magari arricchendolo dichiarando il canale del reinvio.

Abbiamo cosi i due nuovi concetti del retweet e dei nuovi destinatario ai quali può venir rigirato il singolo evento o messaggio facebook.

Ovviamente posso inserire una pagina specifica su Facebook aggiornata continuamente con i messaggi twitter e viceversa posso fare un messaggio twitter con un link ad una risorsa presente su facebook. unorete

Potremmo andare avanti con le simmetrie strutturali e con le complementarità ma preferiamo, a questo punto focalizzarci sull’uso ottimale di Twitter, per lo più sconosciuto in Italia, continuando sempre a ragionare in parallelo.

Infatti se Facebook risulta un paradigma ottimale per sviluppare, mantenere e coltivare rapporti e relazioni essenzialmente personali, di contro Twitter è uno strumento di comunicazione con una forte vocazione pubblica per messaggi rivolti a tutti su specifiche tematiche.

Su facebook sono consentiti tutti i messaggi tipici di una cerchia di amici perché il loro vero senso non sta tanto in sé ma anche e soprattutto dal fatto che si danno in un certo istante fra specifiche persone ben note o visibili a tutta la cerchia di amici. Le comunicazioni impegnate o istituzionali od ufficiali non sono sempre gradite e tollerate. Sono le passioni, le emozioni forti, gli stati d’animo, i fuochi interiori costruttivi o negativi, le informazioni vietate e proibite, ad avere in questo contesto il miglior palcoscenico. Il gossip ne è un esempio. Le relazioni nascono inducendo empatia, compassione, amore, ammirazione ed emulazione.

Su twitter invece, chi decide di seguire qualcuno la maggior parte delle volte lo fa perché considera quel qualcuno un leader in qualche tematica di interesse. Se questo è leader in vari temi è bene che crei più identità o canali per consentire ai seguaci di inscriversi al canale di effettivo interesse. Solo nei casi religiosi o politici nei quali si può dare un culto della personalità il soggetto può accentrare su di sé tutte le possibili comunicazioni che comunque è bene veicolino sempre una data immagine del leader.

Su  twitter, però, a differenza delle pagine e dei post di facebook prevale la dimensione temporalesu quella spaziale  che è molto limitata cosi come abbiamo già detto: 140 caratteri.

Pertanto molte volte la qualità del messaggio ricevuto non è soltanto nel contenuto in sé ma nella sua collocazione nello spazio temporale della novità dello stesso. Non a caso il leader vede avanti prima degli altri. Ad esempio l’internauta che mandò la mattina presto un twitter dicendo che c’erano degli elicotteri vicino casa che volavano in modo molto inusuale divenne famoso perché dette per primo al mondo, senza saperlo!, la notizia della cattura di Bin Laden: praticamente in tempo reale senza alcun ritardo e senza alcuna intermediazione. Se ci fosse un concorso per eleggere il messaggio twitter dell’anno sicuramente voterei per quello non per la notizia in sè ma soprattutto per il tempismo in cui si è data. L’insieme dei messaggi twitter costituisce, infatti, un fiume corposo a forte velocità nel tempo spesso geolocalizzato nel quale è possibile anche pescare i contenuti di tutti con opportuni motori avanzati di ricerca.

E qui arriviamo ad un altro fattore critico di distinzione. Cosi come in facebook possiamo cercare gli ex amici o visionare le bacheche degli amici degli amici e cosi via, in twitter possiamo cercare con grande precisione i messaggi trasmetti negli ultimi secondi, minuti od ore nelle varie zone del mondo specificando il raggio in kilometri di tolleranza. Ad esempio se siamo curiosi di sapere che cosa stanno dicendo in questo momento la gente di Monterey sul cibo basterà formulare la giusta interrogazione per avere le risposte. E’ possibile anche chiedere i messaggi positivi o negativi, che contengono o no dei link, dei riferimenti a persone, che siano dei retweet o che citano delle specifiche persone. Se si scrive nel campo di ricerca “flight :(“ stiamo chiedendo i messaggi negativi sui voli mentre se si scrive traffic ? stiamo chiedendo tutti i messaggi interrogativi con la parola traffic.

Per facilitare la ricerca all’interno di questo flusso informativo sono stati definiti dei criteri di indicizzazioni per parole chiavi denominati hashtag: basta anteporre il carattere # per facilitare a tutti la sua ricerca. Se ad esempio stiamo commentando un evento o un convegno è buona norma che il moderatore dichiari la chiave hashtag dell’evento in modo che tutti i commenti dei partecipanti possano essere facilmente aggregati con quella parola chiave venendo cosi a costituire un canale dinamico virtuale. Abbiamo cosi una doppia comunicazione sia verso il pubblico potenziale attraverso un canale o una serie di canali preimpostati ai quali si invitano i potenziali destinatari ad iscriversi, sia una comunicazione dal basso inversa ed estemporanea agganciata all’identità di alcune parole chiave contrassegnate come hashtag con il carattere # all’inizio. Talvolta l’identità del messaggio può essere una persona specifica su cui si parla o che si cita ed in questo caso è d’uso usare il carattere @ al posto del #. Ad esempio potrei scrivere “ RT @Rossi #Expo2011Roma @Marinuzzi ha presentato i nuovi dati sul wifi bit.ly/xxxxxxx”  volendo dire che sto rigirando il messaggio ricevuto da Rossi che scrive che Marinuzzi nel convegno Expo 2011 di Roma ha presentato i nuovi dati che possono essere visionati cliccando nel link bit.ly… ecc!

Simmetricamente su facebook che ha contenuti più duraturi nel tempo abbiamo le collezioni di informazioni come, ad esempio, gli album fotografici che possono essere a loro volta indicizzati con dei tag che indicano i soggetti presenti nella foto. Ultimamente tale processo è stato quasi automatizzato con un software che è in grado di riconoscere i visi presenti e suggerire il nome dei soggetti: provare per credere!

Ma torniamo su twitter che è il nostro sconosciuto.

Come possiamo impiegarlo utilmente in contesti investigativi o comunque di sicurezza pubblica viste le sue peculiarità? Se Facebook mi può aiutare ad identificare un soggetto misterioso che valore aggiunto mi può dare twitter?

Escludendo il caso che i soggetti coinvolti nel delitto siano utenti twitter, nel qual caso assume una ulteriore rilevanza, attraverso questo strumento posso stabilire un canale economico e duraturo con la cittadinanza aumentando la sua partecipazione. La maggior parte delle volte, ad esempio, le forze di polizia sono impegnate in compiti sociali che poco hanno a che fare con i tipici delinquenti. In questi casi la pubblicazione di specifici canali a livello di singole questure può costituire un ottimo elemento partecipativo della popolazione che è sempre interessata a capire che cosa sta succedendo nelle vicinanze del suo luogo di vita per la sicurezza sua e dei suoi cari. Sapere che in una data zona avvengono con una certa frequenza certi reati o si creano certe situazioni può essere sicuramente un elemento utile per indurre condotte più accorte e consone ed in ultima analisi per indurre un maggior controllo del territorio ad opera dei cittadini stessi!

La stessa cittadinanza può commentare validamente con retweet i messaggi dei canali istituzionali informando cosi automaticamente tutti i seguaci collegati al singolo account twitter. Facciamo un esempio per esser più chiari. Una associazione che opera sul territorio con scopi umanitari impegnata in progetti di fund raising  può creare un suo canale twitter per  informare tutti sulle sue iniziative benefiche ed in particolare per rigirare con retweet eventuali messaggi di disagio sociale provenienti da canali twitter istituzionali legati alle forze dell’ordine. Il tutto rispettando la privacy del soggetto o dei soggetti ma nel contempo valorizzando il contributo fattivo degli operatori di polizia, in primis, e dell’associazione dipoi. I vari cittadini interessati possono cosi informarsi in modo sistematico od occasionale su quanto accade vicino loro e farsi una loro diretta opinione.

Un altro fronte d’utilizzo di twitter  capitalizza la sua caratteristica temporale di immediatezza spesso critica all’accadere di particolare eventi di interesse generale. Il comune, il quartiere, la circoscrizione o il condominio potrebbero definire un loro specifico canale legato al potenziale accadimento di eventi eccezionali di interesse generale al quale invitano tutti gli interessati ad iscriversi. In questo modo a costi praticamente nulli potrebbero comunicare in modo selettivo ed efficiente verso specifici destinatari o tutti in generale. Facciamo anche qui un esempio concreto. Prendiamo la gestione delle zone ZTL dei centri storici e degli orari relativi. In città come Roma ci sono forti variabilità connesse alla presenza di eventi concomitanti quali scioperi dei mezzi, manifestazioni od altro e pertanto l’iscrizione ad un canale specifico sulla ZTL ci permetterebbe con massimo tempismo di ricevere le informazioni di interesse. Stesso dicasi per prevenire o gestire potenziali emergenze a vari livelli. Dal singolo bancomat dove vado sempre a ritirare i contanti al servizio di corrente, comunicazione o d’acqua di casa può essere utile iscriversi a corrispondenti canali twitter per essere puntualmente aggiornati sulle possibili interruzioni. In generale per ogni prodotto o servizio acquistato o prescelto è utile avere un canale twitter correlato sul quale ricevere gli aggiornamenti più importanti e soprattutto discutere con gli altri consumatori o clienti come me di eventuali problemi, modalità d’uso od esperienze.

Affinchè tali utilizzi siano veramente efficaci è importante creare i messaggi e i canali twitter con logiche ed identità specifiche che minimizzino i rumori e le informazioni non essenziali al contesto di fruizione. Ad esempio se abito in una zona di Roma non sono affatto interessato a sapere che c’e’ una interruzione di corrente o di una strada in un’altra parte della città mentre lo sono tantissimo se devo percorrere quella strada. Una soluzione pratica potrebbe essere data dall’uso di hashtag correlati alla via, alla piazza, al quartiere, alla zona o al percorso.

In conclusione dopo aver fatto un parallelo con Facebook abbiamo identificato due scenari d’uso di twitter che possono farlo diventare un canale molto economico di comunicazione efficiente ed utile: quello per la maggiore partecipazione e condivisione delle attività con la cittadinanza e quello per gli avvisi di emergenza o focalizzati per l’aggiornamento dei destinatari. Dimenticavamo una ultima cosa importante:  convengono o no rispetto agli SMS?

A differenza degli SMS aprire un account twitter e mandare milioni di messaggi a destinatari selettivi, aprire canali, fare retweet o commentare degli altri messaggi è tutto gratis: l’unico costo nascosto  è quello della connessione richiesta per l’invio ma 140 caratteri testuali sono veramente pochi per gli attuali piani tariffari dimensionati per i contenuti multimediali video e audio. Giusto per dare una idea con il costo del download di una canzone MP3 (4 megabyte) possiamo mandare quasi 30.000 tweet diversi che a loro volta possono tradursi in 3 milioni di messaggi se abbiamo almeno 100 seguaci (un numero proprio da principianti ) senza contare i retweet! Pertanto se volessimo adottare gli SMS a 15 centesimi l’uno avremmo un costo di 450 mila euro contro quindi  un costo quasi zero nel caso di contratti internet flat o di pochi euro con l’uso dei tweet. A voi la scelta J.

La soluzione è talmente conveniente che suggerisco di correre nell’adozione prima che cambi il modello di business ad opera di twitter stesso o degli operatori di trasposto. Come fare in pratica? Siamo qui: Francesco@marinuzzi.it

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